L’EDITORIALE DI SETTEMBRE 2026

ANDARE AVANTI

Normalmente, quanto espresso dal titolo, si riferisce ad un qualcosa di positivo.

Andare avanti, procedere, proseguire, fare il passo successivo per raggiugere l’ulteriore tappa di un percorso, non fermarsi.

Insomma positività allo stato puro… “tirem inanz”… facendo il verso ad Amatore Scesa che, nel 1851, avrebbe pronunciato questa frase mentre veniva condotto all’esecuzione rispondendo alle insistenze della polizia austriaca di Radetzky, per indurlo a rivelare informazioni che avrebbero potuto salvarlo. Da allora, da sempre “andare avanti – andiamo avanti” ce lo ripetiamo come fosse una vera e propria esortazione a proseguire tenacemente e senza indugio sulla via intrapresa, senza lasciarsi abbattere da difficoltà o dubbi.

Quante volte, noi teatranti, lo abbiamo ripetuto trovandolo in un copione, in uno scambio di battute o semplicemente affrontando un momento avverso che la nostra passione ci ha presentato. 

Ma, come tutte le medaglie, anche quella dell’“andare avanti” oppone al recto positivo ed incitante, un recto per nulla confortante (almeno sulla carta non dogmatica di un atto di fede). 

Lucio Anneo Seneca lo scrisse a Lucilio nelle sue lettere “fiere eum qui antecessit?” … e noi l’abbiamo tradotto in “la persona che secondo te è scomparsa in realtà ti ha preceduto. Anche tu devi percorrere quel cammino e allora non è da pazzi piangere chi è andato avanti?”. 

In questi ultimi mesi abbiamo visto “andare avanti” tre amici, tre “colleghi”, tre uomini UILT che avevano deciso di dedicare parte della loro vita al teatro, quello che ci piace, quello fatto con passione, senza se e senza ma, quello attuato solo per il puro piacere di poterlo fare. 

Marco Zaccarelli ad inizio Luglio, colto da improvviso malore mentre era in palcoscenico con l’ultimo lavoro della sua Compagnia, “Le Colonne” di Sezze.

 Michele Vigilante a metà Luglio, lo zio Micky, come amavamo chiamarlo quando ci capitava di incrociarlo per palcoscenici con la sua “Teatro Impiria” di Verona.

 Geppino Gentile a metà Agosto, dopo tanto, tantissimo teatro con gli amici della Compagnia dell’Eclissi di Salerno.

 Ecco, tre uomini, tre amici, tre portatori sani di cultura che “sono andati avanti”… ci hanno, inconsapevolmente, preceduto nel raggiungere la destinazione dalla quale non ci possiamo esimere.

 Ci piange il cuore ricordandoli, ci sorride il cuore ricordandoli.

 La simpatia e la compostezza in palcoscenico di Marco, l’acutezza e la capacità di analisi di Geppino e, mi sia consentito, il legame particolare che da due decenni mi legava al vocione invidiabile ed alla maestria recitante di Zio Micky, il suo abbraccio caloroso e quel suo “Ciao Pinù” ogni volta che le vite si incrociavano.

 Siete “andati avanti” cari amici e ci piace contraddire Seneca e considerarci pazzi perché piangiamo il vostro distacco ma concordiamo con lui, non tanto per la certezza che, prima o poi… speriamo poi… ma per il fatto che, abbandonando la pazzia, ringraziamo gli dei del palcoscenico per avere condiviso con voi un pezzo di strada, le assi di un palco, la bellezza di un testo, gli applausi di un pubblico.

 Ciao Marco, ciao Zio Micky, ciao Geppino… e mi raccomando… teneteci dei buoni posti in platea ovunque voi siate, tanto prima o poi…. speriamo poi… e grazie per la vostra amicizia…. Noi, intanto, andiamo avanti in attesa di andare avanti… poi!

Pinuccio Bellone

 

Share This