L’EDITORIALE DI APRILE 2026
RESURREZIONE E/O LIBERAZIONE
E’ un bel dilemma.
Molto meglio risorgere per liberarsi o liberarsi per risorgere. E’, questo Aprile del 2026, il mese della Pasqua e la mia riflessione, che poi scopro essere riflessione di molti, cade proprio sulla scelta dettata dal titolo.
Nelle due grandi religioni monoteiste la Pasqua assume una differenza che può essere esaustiva nella scelta del proprio significato. Per i Cristiani è resurrezione che porta alla liberazione, per gli Ebrei è l’esatto contrario.
Poi ci si ferma a pensare, ad analizzare, a valutare questo bivio e ci si accorge (almeno io mi sono accorto) che una cosa non esclude l’altra.
Prima devo necessariamente risorgere se mi voglio liberare e se voglio liberare … però mi accorgo subito che anche l’opposto mi porta alle stesse conclusioni… prima mi devo liberare se voglio risorgere e far risorgere.
Un bel dilemma davvero!
Abbiamo appena accantonato la Giornata mondiale del Teatro e da seguaci del dio che ha lo skene come altare e tantissimi hypokrités come sacerdoti (lo siamo anche noi) non possiamo distanziarci più di tanto da quello che i nostri Padri costituenti (toh, guarda li abbiamo avuti anche noi in UILT), ormai da quasi 50 anni, hanno voluto sancire con la loro “magna carta”.
Risorgere dalle ceneri del dopolavorismo per liberarsi dai vincoli dello stesso e condurre il teatro verso lidi alternativi ma anche, pensandoci bene, liberarsi dal dopolavorismo per risorgere ed adire ai medesimi lidi.
Comunque la si veda, comunque la si giri le due asserzioni si fondono e si intrecciano ed assumono un significato ben preciso che ci affida un compito arduo, difficile, complicato ma quanto mai affascinante.
Utilizziamo il teatro, il nostro modo di far teatro, qualunque esso sia, per liberarci e risorgere… o viceversa.
Liberiamoci dalle nefandezze che questo mondo ci presenta quotidianamente per risorgere armati di quella bellezza che ci porta a valorizzare sempre e comunque i lati positivi del vivere quotidiano oppure risorgiamo nel nostro vivere teatrale per liberarci dalle nefandezze e valorizzare le positività.
Qualunque strada decidiamo di seguire l’inversione dei fattori ci porta al medesimo risultato.
Buona resurrezione e buona liberazione cari hypokrités uiltiani e comunque la vediate continuate a regalare bellezza, cultura, amicizia, rispetto, fratellanza al mondo.
Sono questi, e lo saranno sempre, i nostri 5 comandamenti e fino a che avremo la forza, la voglia ed il coraggio di diffonderli alimenteremo quella speranza che, oggi, sembra venir meno in questo piccolo puntino azzurro che, comunque vadano le cose, sopravviverà a noi stessi in attesa, esso stesso, di liberarsi per risorgere o risorgere per liberarsi.
Alternative non ve ne sono.
Buona Pasqua a tutti voi ed a chi amate.
Pinuccio Bellone


