MISERIA E NOBILTA’

di Eduardo Scarpetta
Regia Adriano Pellegrin

Felice Sciosciammocca, scrivano sotto al Teatro San Carlo di Napoli, uomo poverissimo che vive con il figlio Peppeniello, la nuova compagna Luisella e condivide un piccolo e miserabile appartamento con la famiglia di Pasquale (salassatore), sua moglie Concetta e sua figlia Pupella. Tutti hanno debiti, litigano spesso e fanno fatica perfino a trovare da mangiare. La situazione peggiora perché Luisella ha un carattere terribile e litiga con tutti, arrivando perfino a cacciare di casa il piccolo Peppeniello.

Un giorno arriva Eugenio, un giovane marchesino amico di Pasquale, che ha un problema: vuole sposare Gemma, ma per ottenere il consenso del padre della ragazza deve presentargli la sua famiglia nobile. Per risolvere la situazione inventa un piano assurdo: Felice e i suoi amici dovranno travestirsi da nobili e fingere di essere i suoi parenti per una giornata. Tutti accettano con entusiasmo, soprattutto perché sperano di approfittare di un grande pranzo gratis.

A casa del ricco Gaetano Semmolone i finti nobili cercano di comportarsi da aristocratici, ma in realtà restano goffi e rozzi, creando tante situazioni comiche. Nonostante ciò riescono quasi a convincere Gaetano a permettere il matrimonio. Nel frattempo succedono molti imprevisti: Felice ritrova sua moglie Bettina che lavora proprio in quella casa, i due scoprono di essere ancora legati e si riappacificano, mentre emergono vari sospetti sull’inganno.

Il caos aumenta quando Luisella, arrabbiata per essere stata esclusa dal piano, arriva travestita da principessa e provoca nuovi litigi. Alla fine la verità viene scoperta, ma la situazione si risolve comunque positivamente: il padre di Eugenio dà il consenso al matrimonio con Gemma, anche Luigi può fidanzarsi con Pupella e Felice si riconcilia definitivamente con Bettina, tornando a vivere con lei e con il figlio Peppeniello.

La storia si conclude quindi con un lieto fine, dopo una lunga serie di equivoci, travestimenti e scene comiche.

prenotazioni: www.teatromonterosa.it

 

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