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SUMMARY:Cantata per Artemisia Gentileschi
DESCRIPTION:STAGIONE 2025 XXVI Edizione\nIL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nCompagnia Piccolo Canto\nCantata per Artemisia Gentileschi\n“la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti di Firenze”\ndi Gaetano Colella\ncon Francesca Cecala\, Miriam Gotti\, Barbara Menegardo\, Ilaria Pezzera e Swewa Schneider\ncomposizione canti e drammaturgia sonora Miriam Gotti\ncostumi Ilaria Ariemme\nregia Andrea Chiodi \nIl 29 novembre 1612 Artemisia\, poco dopo la conclusione infelice del processo\, in cui risultò aver ragione ma per cui Agostino Tassi non scontò nessuna pena\, si sposò con Pierantonio Stiattesi\, un pittore di modesta fama. Seguì il marito a Firenze riuscendo così a lasciare il padre opprimente e il passato doloroso. Artemisia Gentileschi trovò successo a Firenze\, città che stava passando un periodo di fervente attività artistica\, grazie alla politica illuminata di Cosimo II. Entrò nella sua cerchia e creò una fitta rete di relazioni e scambi. Tra i suoi amici fiorentini c’erano le personalità più eminenti del tempo\, come Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti il giovane\, nipote del celebre artista. I suoi meriti vennero finalmente riconosciuti e venne anche ammessa alla prestigiosa\nAccademia delle Arti del Disegno di Firenze il 19 luglio 1616\, diventando la prima donna a godere di tale privilegio.\nIl chiaro e lo scuro. Così come nei suoi dipinti\, anche la vita di Artemisia è stata una continua oscillazione fra poli\, un pesante contrasto fra tinte contrapposte. Dagli anni bui e terribili di Roma\, quando ha dovuto affrontare il processo e il pubblico ludibrio\, agli anni d’oro della consacrazione\nfiorentina. Cinque sedie\, cinque microfoni\, cinque abiti. Cinque voci per raccontare con registri diversi i momenti contrapposti della vita dell’artista. Da un lato\, dunque\, il momento più torbido e grigio della vita della pittrice\, attraverso gli atti processuali originali\, ricostruiti e narrati con un ritmo che ne fa quasi un processo contemporaneo. Dall’altro lato l’aspetto straordinariamente forte e vitale di una donna assolutamente determinata a prendersi il posto che le spetta nel mondo dell’arte. I pensieri\, i dipinti e i carteggi di Artemisia fanno quindi da contraltare agli atti processuali\, attraverso una lingua impreziosita dai versi e dal canto armonico e polifonico della Compagnia Piccolo Canto\, capaci di restituire la giusta dimensione poetica. \nprenotazioni tel. 011 9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13/14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Chiamateci Partigiane!
DESCRIPTION:STAGIONE 2025 XXVI Edizione\nIL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nCompagnia dei Merli Bianchi\nChiamateci Partigiane!\n“un omaggio a tutte le donne che hanno reso possibile la Resistenza antifascista”\ndi e con Laura Margherita Di Marco\nmusiche di Ludovica Trimarelli e Valerio Valerii\nregia Dimir Viana \nLo spettacolo “Chiamateci Partigiane ! ” vuole rendere omaggio a tutte le donne partigiane note esconosciute che non hanno semplicemente contribuito alla lotta\, ma che hanno reso possibile con il loro apporto la Resistenza stessa. Un viaggio nelle biografie\, nelle testimonianze e nella bibliografia\, tutt’altro che scarna\, semmai in parte taciuta\, come taciuta è stata\, più che in parte\, la presenza delle donne nella lotta. Lo spettacolo trova il suo seme drammaturgico nell’immaginario dialogo tra una nonna e la nipote con l’intento storico\, culturale ed emotivo di ritrovare i luoghi e i passi delle donne partigiane\, non solo di quelle definite tali in quanto combattenti. Dalla narrazione ma anche dalle reticenze al ricordare e raccontare della nonna\, quasi a voler nascondere o\ndimenticare i fatti avvenuti tra il ’43 e il ’45\, la nipote\, come una vera staffetta\, raccoglie il testimone dell’esperienza della nonne e di tutte le donne dei suoi racconti. Intervallandosi a questo dialogo intimo\, la voce narrante apre spaccati sui contesti storici e culturali che permettono di intrecciare le\nsingole biografie agli eventi della grande storia\, spesso declinata solo al maschile relegando la figura femminile a ruoli di supporto o di secondaria importanza. Costruiscono insieme un ponte generazionale che restituisce volti\, nomi e voci delle figure femminili che hanno partecipato alla Resistenza\, ognuna come ha potuto\, saputo e creduto\, confermando il senso profondo dell’essere “partigiana”. Lo spettatore viene condotto\, tra narrazione e suggestioni musicali e sceniche\, su un crinale letterario\, storico ed emozionale che rende comprensibile anche quel silenzio assordante che parla molto più di tante narrazioni fantasiose od escludenti\, quel non riuscire spesso a raccontare la violenza subìta\, il dolore visto e vissuto da tante donne che invece hanno fatto la storia della Liberazione italiana tanto quanto gli uomini. \nprenotazioni tel. 011 9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13/14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Comuni Marziani
DESCRIPTION:STAGIONE 2025 XXVI Edizione\nIL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nTecnologia Filosofica\nComuni Marziani\n“ovvero dell’omosessualità e dell’affettività”\ndi Stefano Botti e Aldo Torta\ncon Stefano Botti\, Francesca Cinalli\, Riccardo Maffiotti\, Francesca Brizzolara\, Elena Valente e Aldo Torta\nmusiche Paolo De Santis\nluci Cristian Perria \nIl progetto gode del patrocinio delle Pari Opportunità della Città di Torino\, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte\, dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali come attività di rilievo nell’ambito della prevenzione e del contrasto dei fenomeni di discriminazione e di Amnesty International Italia. In questi dieci anni abbiamo incontrato più di 13.000 ragazzi.\nLo spettacolo ha come tema l’omosessualità\, intesa come uno dei modi di vivere la sfera affettiva.\nIn una società e in un’epoca storica che preme sull’individuo per farlo rientrare in categorie predeterminate\, la persona che ama un individuo dello stesso sesso si trova a vivere\, fin dall’adolescenza\, enormi conflitti. Quello che è vissuto come inevitabilmente naturale e spontaneo diventa agli occhi degli altri una forma di devianza che viene condannata. Lo spettacolo si propone di affrontare quella sottile linea d’ombra che non ha età e che costituisce il passaggio dell’individuo da una fase di non accettazione e spesso di solitudine – in cui ci si sente “sbagliati”\, “marziani”\, ad una fase di riconoscimento di se stessi\, di apertura al mondo\, di confronto\, di accettazione che i propri sentimenti hanno gli stessi sapori\, le stesse dinamiche e gli stessi profumi di quelli vissuti\ndagli altri\, con la differenza che sono indirizzati ad un compagno dello stesso sesso. Il mito dell’Androgino del Convito di Platone\, ad esempio\, prende vita in una improbabile balera a ritmo di una vorticosa mazurca tradizionale con incursioni coreografiche di gusto contemporaneo\, le miss televisive la discoteca\, il letto luogo della finalmente ritrovata intimità e ancora\, la relazione con la famiglia e il percorso del coming out sono tradotti in scena dalla figura della madre e del padre interpretata da un unico personaggio. Comuni Marziani vuole essere uno strumento di riflessione\, in grado di raccontare tante storie\, a volte con dinamiche in contraddizione tra loro\, sapendo che la realtà dell’omosessualità è sfaccettata\, mai univoca e profondamente poco conosciuta. \nprenotazioni tel. 011 9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13/14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Antropolaroid
DESCRIPTION:STAGIONE 2025 XXVI Edizione\nIL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nTindaro Granata\nAntropolaroid\n“il presente arriva al futuro solo se proviene dal passato”\ndi e con Tindaro Granata\nelaborazioni musicali Daniele D’Angelo\nproduzione Proxima Res\nPremio Fersen 2012\nPremio Mariangela Melato 2013 \nIl “cuntu” è il racconto di tante storie\, spesso vere e quasi sempre romanzate\, un codice etico che veniva tramandato oralmente\, raccontando storie di persone comuni\, nelle quali tutti potevano rispecchiarsi e potevano imparare a conoscere l’animo umano. Il segreto dei segreti dei vecchi contadini è: il presente arriva al futuro solo se passa dal passato. Antropolaroid è uno spettacolo popolare\, che affronta vari temi dei “cunti” antichi: il senso della giustizia\, della solidarietà\, la lotta per l’amore\, la lotta per la libertà. \nUno spettacolo ad alta condensazione ed intelligenza teatrale nel quale ci sono\, rielaborate con molta sensibilità\, schegge di storia dello stesso interprete in scena\, con quel titolo che fonde insieme la ricerca antropologica con lo scatto fotografico\, la memoria trattenuta nell’immagine\, racconto tramandato\, vissuto profondamente. Tindaro Granata\, solo in scena\, racconta di figure familiari\, di generazioni\, di una terra\, la Sicilia\, da cui anche allontanarsi. Tindaro Granata passa attraverso i decenni in molteplici ruoli\, ad ogni età\, maschio o femmina\, tra giochi\, balli\, lavoro\, relazioni familiari\, paure\, brevi passaggi ogni volta a comporre dialoghi\, legami\, situazioni\, lui solo e tanti.\nTindaro ha dedicato alla sua famiglia e ai suoi nonni Antropolaroid\, ripercorrendo e romanzando gli episodi più salienti della vita familiare\, dai primi del ‘900 fino ai giorni nostri. La novità di uno spettacolo come “Antropolaroid” sta nell’utilizzo di una tecnica\, antica\, come quella del “cunto”\, che viene scomposta e il meccanismo del racconto viene sostituito dalla messa in scena dei dialoghi tra i personaggi del racconto. Non vengono narrati i fatti\, ma i personaggi parlano tra di loro e danno vita alla storia. \nprenotazioni tel. 011 9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13/14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Giovinette
DESCRIPTION:IL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nPEM Habitat Teatrali\nle calciatrici che sfidarono il Duce \n1932. Decino anno dell’era fascista. Sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea\, per gioco\, quasi per sfida: giocare a calcio. Fondarono il GFC (Gruppo Femminile Calcistico)\, la prima squadra di calcio femminile italiana che in breve raccolse intorno a sé decine di atlete. La loro epopea è raccontata con ironia e leggerezza mischiando comicità e narrazione. \ntel. 011-9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13 / 14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Sfumature di Donne di Scienza
DESCRIPTION:IL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nAncóra\nl’intelligenza non ha sesso \nCi sono donne che in passato hanno dovuto cambiare nome o travestirsi da uomo per inseguire il loro sogno e dimostrare di essere grandi scienziate. Una ragazza greca del IV secolo a.C.\, una giovane donna francese dalla fine del 1700\, una sta di Hollywood a metà del 1900: sono solo alcune delle tante figure femminili che\, dopo aver studiato di nascosto\, sono uscite dall’ombra. \ntel. 011-9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13 / 14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Il Colloquio
DESCRIPTION:IL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nCollettivo lunAzione\nstorie di legami spezzati dal carcere \nLo spettacolo prende ispirazione dal sistema di ammissione ai colloqui periodici con i detenuti presso il carcere di Poggio Reale a Napoli. Tre donne\, tra tanti altri in coda\, attendono stancamente l’inizio degli incontri con i detenuti. Portano oggetti da recapitare all’interno\, una di loro è incinta: in maniera differente\, desiderano l’accesso al luogo che per ognuna custodisce un legame. \ntel. 011-9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13 / 14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Volo\, il primo passo è staccarsi
DESCRIPTION:IL TEATRO DEI PASSI PERDUTI \nTecnologia Filosofica\nspettacolo rivolto a tutte le donne\, ma soprattutto agli uomini\ndi e con Francesca Brizzolara\ncon il patrocinio di Amnesty International \nUscire da una situazione di costrizione\, oltrepassare la linea di pericolo di un confine blindato e opprimente\, svincolarsi dal rapporto vittima-carnefice. Il primo passo è staccarsi: abbandonare relazioni invivibili e pericolose per ricominciare a volare. In moltissimi casi la donna non riesce a farlo\, questo primo importantissimo passo. E\, se va bene\, trascorre tutta la vita isolata\, in un guscio di menzogna\, attivando strategie di sopravvivenza per proteggersi da una violenza latente che potrebbe sfogarsi in qualsiasi momento\, pur di non rompere quell’equilibrio precario\, pur di non sgretolare quell’idea di famiglia che rende rispettabili. Se va male… ne son piene le cronache. \nLo spettacolo intravvede la possibilità di andare via prima che il peggio possa accadere\, dal punto di vista di una donna che ce la fa\, scappa dalla propria prigione e con pazienza si ricostruisce una vita. “Volo” è il percorso di una libertà conquistata passo dopo passo. Il pavimento della scena è ricoperto di foglie e la donna si disegna gli spazi del proprio labirinto\, che muta con il racconto di sé\, capace di segnare conquiste e perdite. Lo spettacolo è rivolto principalmente a tutte le donne\, ma anche agli uomini\, come due metà dello stesso cielo: due autori entrambi pienamente responsabili dell’incastro di coppia che si ritrovano a vivere. E’ stato creato per la Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne\, 25 novembre 2018\, con l’intento di focalizzare l’attenzione sul tema della violenza domestica\, quella che si perpetra all’interno del nucleo familiare\, quella meno denunciata\, diffusa in tutte le classi sociali\, senza distinzione di età\, razza\, etnia. \n“La nostra vita è veramente nostra. Nessuno può venire a dirci come dovremmo viverla.”\n(Daisaku Ikeda) \ntel. 011-9113811\ndal lunedì al giovedì 9-13 / 14-18\nvenerdì 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:La favola di un’altra giovinezza
DESCRIPTION:Il teatro dei passi perduti  – Stagione 2023 – XXIV Edizione\nLa favola di un’altra giovinezza \n“la storia tragicomica di una donna fulminata\, ma fulminata per davvero”  \ndi e con Eliana Cantone \ndrammaturgia Giordano Amato \nmusica dal vivo Elisa Fighera \nIl Mutamento Zona Castalia  \n  \n  \n“La favola di un’altra giovinezza” è la storia tragica\, comica ed ironica\, di Maria Piarulli\,\nitalo-rumena figlia di immigrati pugliesi in Romania\, alla fine dell’800.\nAll’età di 65 anni Maria viene colpita da un fulmine che\, invece di ucciderla\, le dona una nuova possibilità\, una seconda giovinezza. Forse. Il viaggio onirico\, sospeso e sottile\, grottesco e terrigno\, di un’anziana costretta a ringiovanire\, alla ricerca della propria essenza. Una fiaba dell’eterno ritorno alla rovescia\, epica e metafisica\, dalla struttura circolare. Una riflessione sul tempo e sull’eternità? Forse.\nLo spettacolo è arricchito da virtuosismi polifonici e linguistici e dall’originale musica di archi resa dal vivo\, elementi che lo rendono a tratti surreale\, dove le tematiche più astratte\, dalla metempsicosi al mito dell’eterna giovinezza\, si attualizzano improvvisamente nella sofferenza dell’immigrazione e nelle difficoltà dell’integrazione culturale. \n  \nprenotazioni tel.  011 9113811 \ndal lunedì al giovedì: 9-13 / 14-18 venerdì: 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Eva – Diario di una costola
DESCRIPTION:Il teatro dei passi perduti  – Stagione 2023 – XXIV Edizione\nEva – Diario di una costola \n“il paradiso sarà pur perfetto\, ma la vita è tutta un’altra cosa”  \ndi e con Rita Pelusio e Marta Pistocchi (violino)\nregia Marco Rampoldi\ntesti Rita Pelusio\, Marianna Stefanucci\, Alessandra Faiella e Riccardo Piferi \nPEM Habitat Teatrali \n  \n”Allora Dio\, il Signore\, fece cadere un profondo sonno sull’uomo che si addormentò. Poi prese una costola di lui e rimise la carne al posto d’essa. Con la costola che aveva tolto all’uomo Dio creò una donna. Poi diede questo comando: potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare mai”\nCome prosegue la storia lo sappiamo. Eva si nutre del frutto proibito della conoscenza rinunciando così al Paradiso. Perché l’ha fatto? Questo spettacolo è un elogio alla disobbedienza femminile. Eva è voce in assoluto\, riflette e pone domande giorno dopo giorno. È voce che nomina per poter conoscere. È voce che si sospende nel vuoto\, che resta in attesa. È voce che non si accontenta. Si interroga sul destino delle donne che verranno dopo di lei. È un monologo delicato\, spietato\, comico e autentico accompagnato dalle note della violinista Marta Pistocchi che lo avvolge in una nuvola sonora. E poi ci sono tantissime mele.\nEva è una figura molto lontana dall’immagine della bella\, bionda e ingenua alla quale l’iconografia classica della donna ci ha abituati. Un fool irriverente che si trova alle prese\, prima della storia\, con la più grande scelta dell’umanità: accettare le regole o disubbidire. Una trasgressione all’insegna della scoperta\, di cui la mela è simbolo: morderla o non morderla? Perché la diversità manda avanti il mondo. Perché il paradiso sarà pur perfetto\, ma la vita è tutta un’altra cosa. \n  \nprenotazioni tel.  011 9113811 \ndal lunedì al giovedì: 9-13 / 14-18 venerdì: 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com
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SUMMARY:Soldato Mulo va alla Guerra
DESCRIPTION:Il teatro dei passi perduti  – Stagione 2023 – XXIV Edizione\nSoldato Mulo va alla Guerra \n“la Prima Guerra Mondiale raccontata in modo diverso dal solito” \ncon Massimo Barbero \ntesto e regia Patrizia Camatel \nTeatro degli Acerbi \n  \nDurante la Prima Guerra Mondiale accanto agli uomini ha combattuto un esercito di animali. Muli\, asini\, buoi\, cani\, cavalli\, piccioni vennero utilizzati per le azioni belliche\, per lo spostamento di reparti e materiali\, per le comunicazioni e il sostentamento delle truppe. E le testimonianze degli uomini al fronte ci parlano anche di convivenze altrettanto strette\, con gli animali\, ma non altrettanto desiderabili: i topi che invadevano le trincee\, pulci e pidocchi che infestavano le vesti e i giacigli. La forzata coesistenza di animali di ogni genere con gli uomini avvicinò gli uni agli altri in una tragica fratellanza di fronte alla morte e alla sofferenza. Creature affratellate anche dalla condizione dell’inconsapevolezza: il soldato semplice\, la giovane “carne da cannone” che ha perso la vita\, e l’identità stessa\, nelle trincee del Carso o sui monti contesi agli austriaci\, è all’oscuro dei piani di conquista degli Stati\, delle alleanze e delle strategie\, proprio come un mulo sotto il basto\, cui si chiede solo di obbedire; al soldato si chiede di resistere\, di sopravvivere\, nascondendosi e strisciando nel fango\, profittando degli avanzi o della morte dei compagni\, proprio come farebbe un ratto.\nGiuseppe Zabert\, classe 1897\, figlio di mezzadri\, parte da Valfenera per andare a servire la Patria al fronte. La cartolina di precetto lo raggiunge in seminario\, ma nemmeno la vocazione al sacerdozio risparmia al giovane di obbedire alla chiamata alle armi: dovrà confrontarsi anche lui con la disciplina militare\, con condizioni di vita estreme\, con il costante pensiero di morire o di dover uccidere. Assegnato ad un reparto di artiglieria alpina\, ha per compagna la mula Margherita\, alter ego animale che stimola domande sull’obbedienza e sul coraggio\, sulla capacità di sacrificio\, sull’insensatezza delle guerre. Dov’è quel Dio\, padre e onnipotente\, che Giuseppe voleva servire per tutta la vita? Come continuare ad intravederlo in mezzo al continuo scempio di vite\, al massacro delle creature\, umane ed animali? \n  \nprenotazioni tel.  011 9113811 \ndal lunedì al giovedì: 9-13 / 14-18 venerdì: 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com \n 
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SUMMARY:Antigone Web
DESCRIPTION:Il teatro dei passi perduti  – Stagione 2023 – XXIV Edizione\n“la storia di Chelsea Manning\, l’ex soldato che fatto tremare gli USA per aver rivelato informazioni a Wikileaks”\ndi e con Francesca Brizzolara \nCompagnia Tecnologia Filosofica  \n  \nChelsea Manning ha scontato sette anni di carcere negli Stati Uniti per aver passato informazioni riservate a Wikileaks. E’ colei che ha reso la fama di Julian Assange\, dando vita alla più grande fuga di notizie segrete che sia mai accaduta per gli Stati Uniti. In prigione ha deciso di cambiare sesso\, e\, da quando è uscita\, sta portando avanti la sua lotta per la libertà di informazione e per la trasparenza dei governi e per i diritti delle persone trans gender. Lo spettacolo ha vinto il bando Wiki Teatro Libero 2021 indetto da Wikimedia Italia per dare risalto alle vite di personaggi come Chelsea Manning\, Aaron Swartz o Edward Snowden che hanno pagato caro il prezzo del loro impegno per l’accesso libero alla conoscenza\, per la libertà di informazione\, per la trasparenza e la giustizia. L’hanno fatto seguendo le leggi del cuore\, le leggi non scritte\, come Antigone. Hanno scardinato il sistema grazie alla loro abilità informatica e alla capacità di muoversi sul Word Wide Web\, in un tempo in cui il movimento open source era appena all’inizio\, e si confidava nelle potenzialità virtuose e rivoluzionarie di Internet. Chelsea Manning è un’eroina dei giorni nostri che ha avuto il coraggio di azioni rivoluzionarie nella speranza che queste potessero portare un cambiamento verso la libertà di informazione\, la trasparenza\, e l’accesso di tutti alla verità\, e per questo ha dovuto scontare anni di reclusione con trattamenti disumani. Il monologo è un tributo al coraggio e alla forza di un personaggio eccezionale\, poco conosciuto ai più. Impossibile non cascarci dentro e non farsi trascinare dalla dolcezza e dalla follia di una vita vissuta al limite tra la vita e la morte\, alla continua ricerca della propria identità. \n  \nprenotazioni tel.  011 9113811 \ndal lunedì al giovedì: 9-13 / 14-18 venerdì: 9-13\nassociazioneforavia@gmail.com \n 
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