Memorie di un pazzo

Alfio Maurizio Ricevuto porta in scena “Memorie di un pazzo” tratto dal racconto di Gogol, per la regia di Stefania Martinico.

Dopo il premio ottenuto al Gran Gala del Teatro di Lerici e ad alcune tappe italiane, “Memorie di un pazzo” arriva al Teatro Blu di Buriasco, portando con sé il peso e il fascino di un classico che continua a interrogare il presente. L’adattamento teatrale del celebre Diario di un pazzo di Nikolaj Gogol, interpretato da Alfio Maurizio Ricevuto e diretto da Giordano Giannini, andrà in scena sabato 16 maggio al Teatro Blu, proponendosi come uno degli appuntamenti più intensi della stagione.

Il riconoscimento ricevuto a Lerici ha confermato la solidità artistica dello spettacolo, premiandone la forza drammaturgica e la qualità interpretativa. Al centro dell’allestimento c’è la capacità di restituire tutta la complessità di un testo visionario e disturbante, che affronta temi come la follia, l’isolamento sociale e il disperato bisogno di essere visti e riconosciuti. Questioni che, pur affondando le radici nell’Ottocento di Gogol, risuonano con sorprendente attualità nel nostro tempo.

In Memorie di un pazzo, Alfio Maurizio Ricevuto costruisce un personaggio fragile e disarmante, accompagnando lo spettatore lungo un percorso interiore fatto di slanci ironici, improvvisi crolli emotivi e momenti di lucida disperazione. La sua interpretazione dà forma a una mente che progressivamente si allontana dalla realtà, ma che proprio in questo smarrimento rivela una verità profonda sull’emarginazione e sulla solitudine dell’individuo.

È il racconto della vita di Poprishchin, impiegato statale di basso livello, che ambisce alle attenzioni di una donna bellissima, figlia di un alto funzionario, della quale si è innamorato. Tra umorismo e paradossi, emerge la tragica immagine di un individuo frustrato e imprigionato da una società medio borghese alquanto soffocante. Il diario è la cronaca della sua graduale deriva verso la pazzia.

La regia di Giordano Giannini sceglie la via dell’essenzialità, rinunciando a sovrastrutture sceniche per concentrare l’attenzione sulla parola e sul corpo dell’attore. Una messa in scena asciutta e rigorosa che valorizza il testo originale e ne amplifica la potenza espressiva, lasciando emergere con chiarezza il conflitto interiore del protagonista e la dimensione universale del suo disagio.

 

Info e prenotazioni 3480430201

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