RADIO U.I.L.T.

L’EDITORIALE DI GENNAIO 2026

RADIO U.I.L.T.

Subito dopo aver iniziato con il teatro ho intrapreso la strada meravigliosa dello speakeraggio radiofonico e questo mi ha insegnato, tra le altre cose, a parlare ad un pubblico senza averne la presenza fisica confortante ma con la consapevolezza sicura che il pubblico c’era eccome ed era attentamente audente.

Ora questo, il pubblico non presente, è l’incubo costante di chi sale in palcoscenico, in qualunque situazione, in ogni contesto, sia si parli di teatro sia di qualunque altra occasione in cui sia prevista la presenza di orecchie attente e volti scrutanti.

Ricordo Gino Bramieri quando raccontava le barzellette in TV ed era solito strappare la risata con quella del “politico oratore” che, ad un comizio, si rivolgeva all’unica persona presente iniziando con il fatidico “Italiani!!!!” e si sentiva rispondere… “Chiamami pure Luigi!”

Ora, non ho contezza di quanti possano aver voglia e tempo di leggere i miei appuntamenti mensili dalla pagina digitale del nostro sito, ma… in vista del nuovo ed imminente anno che inizia, a prescindere da quanti leggeranno, trovo sia giusto e doveroso dire qualcosa… anzi scrivere! Però… perché un però aleggia sempre… vorrei mi concedeste di immedesimarmi in uno speaker radiofonico, alla Talk Radio come Boghossian, o come Ivan “Accorsi” Benassi dalle frequenze di Radio Freccia ed ascoltaste, leggendo, il mio personale messaggio di fine anno.

“Salve a tutti. Qui è Radio UILT… forse qualcuno sta ascoltando o forse no, ma a prescindere da questo, che ci siate o no, io ho qualcosa da dire.

Un altro anno è trascorso e tutti, ma proprio tutti, abbiamo creduto fermamente in ciò che abbiamo fatto ed abbiamo stramaledetto i numi per quanto non siamo riusciti a realizzare. Ora tracciamo bilanci e facciamo propositi credendo, in questo modo, di poter affrontare al meglio “l’anno che verrà” sapendo perfettamente che NON sarà tre volte natale e festa tutto l’anno.

Credere… sempre… credere o continuare a farlo per… sperare… sempre… sperare che la nostra situazione personale e quella più generale nella quale siamo inseriti quotidianamente, possa essere foriera di cose buone e soprattutto giuste.

 

Partiamo con “credo”.

 

CREDO che la nostra UILT sia una splendida realtà fatta da persone meravigliose che hanno testa e cuore e mettono le due cose al servizio di una causa comune. CREDO che tutti, nessuno escluso, si abbia qualche piccolo “buco” dentro e che il teatro riesca a riempirlo. CREDO che tutto quello che facciamo, produciamo, realizziamo come Uilt o come singole Compagnie sia davvero il frutto della nostra passione, della nostra voglia di produrre quella bellezza di cui abbiamo tanto bisogno, noi per primi. CREDO che sia difficile, per qualche Compagnia, tirare avanti tra le maglie della burocrazia, tra i conti che non tornano, tra le delusioni che arrivano perché i propri spettacoli non vengono apprezzati e richiesti. CREDO che, talvolta, possa venire la voglia di “scappare” proprio perché si ha l’impressione di non essere compresi. CREDO che “scappare” sia, in primo luogo, un esercizio fatto per scappare da quello che non riusciamo a fare come vorremmo farlo ed allora non riesci a scappare perché non sei abbastanza veloce. CREDO che, troppo spesso, giudichiamo negativamente gli altri per non dover giudicare noi stessi ed è molto più semplice puntare un dito che guardarsi allo specchio.

 

Terminiamo con “spero”.

 

SPERO, davvero, che la UILT sia sempre una casa di vetro e SPERO che, presto o tardi, passi davvero il messaggio che prima di sapere quello che la Uilt mi può dare io possa decidere cosa posso dare, in prima persona, alla UILT. SPERO che la nostra voglia di bellezza sia tanto contagiosa e non ci lesini l’impegno e la forza di continuare a seminare perché il raccolto arriva solo se, prima si semina. SPERO che un Decreto legge non fermi il fiume della passione e che l’acronimo sia davvero AMATORI PER SCELTA e non altra roba fredda e governativa. SPERO che tutti, ma davvero tutti, io per primo, si decida finalmente di fare una capatina in quello stabilimento termale dove è presente la vasca con “l’acqua dell’umiltà consapevole” ed immergendoci si possa finalmente comprendere e capire che se quello che facciamo non piace agli altri il problema non sono mai gli altri ma siamo noi. SPERO che ci regalino, a tutti noi, una tronchesina con la quale tagliare i “bastoni nelle ruote” per poter continuare a viaggiare magari provando, se non li si può tagliare, a trasformare quei bastoni in semplici fuscelli che diano lo stesso risultato di quando mettevamo molletta e carte sulle ruote delle nostre bici.

 

CREDO E SPERO… credo che per credere e spero che per sperare serva molta energia.

Il mio augurio è quello di continuare a lavorare per ricaricare le mie e le vostre scorte e che tutti voi facciate lo stesso per creare quella rete di energia più che mai necessaria in questo strano, stranissimo mondo.

Buon anno cari amici della UILT Piemonte.

Passo e chiudo.”

Pinuccio Bellone

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Autore della News

Cristina Viglietta

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