sabato 14 MARZO 2026 MONTALDO ROERO (CN)
NA GABIA ‘D MAT
scritta e diretta da Marco Vorzio
COMPAGNIA TEATRALE IJ CAMOLA’
Compagnia “ospitante”
COMPAGNIA DER ROCHE
LA TRAMA
Commedia piemontese in 2 atti dove i protagonisti sono gli equivoci. Il nipote di un ricco allevatore di maiali sfrutta la buona fede delle zio, facendogli credere di essere un medico e direttore di un manicomio per spillare continuamente denaro. Ma una visita improvvisa in città del facoltoso parente lo farà precipitare in improvvisazioni e divertenti espedienti per non farsi scoprire.
Una girandola di personaggi condurrà lo zio e tutti noi, in situazioni surreali dove nessuno sa più chi è chi e… tante tante risate.
Quando si spengono le luci.
EMOZIONI DALLA PLATEA
a firma Elisabetta Nuzzo
Compagnia Athena e Tavolo Comunicazione UILT Piemonte Aps
NA GABIA ‘D MAT – Quando il teatro piemontese ti ruba il cuore (e i muscoli dello stomaco)
Confesso. Sono entrata in sala con il pregiudizio ben saldo sotto il braccio, come un ombrello in una giornata di sole: inutile, ma ci si porta dietro per abitudine. Teatro in piemontese? “Non fa per me”, mi sono detta. E invece.
Invece.
La Compagnia Ij Camolà ha preso quel pregiudizio, lo ha fatto a pezzetti, ci ha soffiato sopra e lo ha mandato in polvere — ridendo, naturalmente, perché qui si ride. Si ride tanto. Si ride forte. Si ride di quella risata grassa e liberatoria che ti lascia le lacrime agli occhi e un’inspiegabile voglia di tornare a casa felice.
La storia? Un nipote scaltro e senza scrupoli convince il ricco zio allevatore di maiali di essere nientemeno che un medico — anzi, il direttore di un manicomio. Una bugia piccola, elegante, quasi innocua. Peccato che le bugie, si sa, abbiano le gambe corte ma una fertilità straordinaria: ne nasce un’altra, poi un’altra ancora, fino a costruire un castello di carte così alto e così traballante che quando lo zio si presenta in città a sorpresa — udite udite — crolla tutto addosso al malcapitato impostore nel modo più esilarante possibile.
Da quel momento in poi è un crescendo. Una girandola vorticosa di personaggi che entrano, escono, si scambiano, si confondono, fino a che nessuno — nessuno, nemmeno loro — sa più chi è chi. E noi in platea? Noi sappiamo tutto, e proprio per questo stiamo morendo dal ridere.
Ma il vero colpo di teatro — quello che non ti aspetti — è Marco Voerzio. Autore del testo, regista, e interprete del memorabile Battista Barotti: un personaggio capace, giuro, di strappare risate prima ancora di aprire bocca, solo con un’entrata in scena, uno sguardo, una postura. Quella roba lì non si insegna. O ce l’hai o non ce l’hai. Lui ce l’ha, eccome.
“Ragazzi” li chiamo, e loro mi perdoneranno la licenza poetica — sul palco hanno l’energia, la precisione e la complicità di chi il teatro lo ama davvero, di chi non lo fa per mestiere ma per qualcosa di molto più importante: per il puro, autentico, irresistibile piacere di farlo.
La sala era gremita. E quella sala ha riso, ha applaudito, ha risposto a ogni battuta come una cassa armonica perfettamente accordata.
Ecco cosa mi porto a casa: due ore e mezza di spensieratezza vera. Di quelle rare. Di quelle preziose. In un periodo in cui il mondo fuori non offre molte occasioni di leggerezza, ritrovarsi in un teatro a ridere così — senza filtri, senza motivi, solo per il gusto di farlo — è quasi un atto rivoluzionario.
Quindi, caro pregiudizio: grazie di avermi accompagnata fino alla porta. Da lì in poi non avevo più bisogno di te.
Brava, bravissima Compagnia Ij Camolà. E grazie alla compagnia Der Roche per l’ospitalità.
dal palco al cuore
Elisabetta Nuzzo
Compagnia Athena
Tavolo Comunicazione UILT Piemonte Aps

